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Corteo 25 aprile ore 17 piazza del gesù!

Venerdì 23 Aprile @ Palazzo Gravina!!!
Festa di autofinanziamento per le spese legali dei compagni denunciati per antifascismo.
Serata electro drum and bass sound set
Live SILICON DUST
-Rrough + Ray P.
-DjGianka 200e – dj set
Categorie: EventiLe more non si pagano…si mangiano!
Bel periodo per il mondo dell’istruzione, chiudono interi corsi di laurea, accorpano lezioni di anni diversi per mancanza di docenti, scompare qualsiasi forma di diritto, dalla mensa alle fotocopie, dalle aule studio ai servizi igienici.
I tagli all’universià si fanno sentire, inizia il tracollo di un sistema pubblico da sempre carente e non realmente pensato in base alle esigenze degli studenti e dei lavoratori.
15 anni di riforme, sui passi delle riforme europee da Bologna a Lisbona, distruggono le nostre università, le adeguano al mercato del lavoro, eliminando prospettive di un futuro per chi studia e sbarrando l’accesso agli studenti meno agiati economicamente.
In questi giorni, la felice novità…le tasse non solo aumentano anno dopo anno, ma inganni e beffe non tardano a farsi sentire!
Centinaia di studenti di tutta la Federico II si sono ritrovati bollettini di oltre 900 euro, pur appartenendo a fasce minori, con il ricatto di dover pagare una mora di oltre 90 euro per poter tornare alla fascia di appartenenza!!! Il problema è risolvibile semplicemente con la presentazione del modulo ISEE….e allora perché chiedere più di 90 euro???
Se consideriamo l’enorme peso, in termini di tasse universitarie, già regolarmente imposto, a carico delle famiglie meno agiate e degli studenti lavoratori, poco ci interessa individuare le responsabilità di tutto cio. Ciò che ci interessa è chiamare le cose con il proprio nome: questo è un vero e proprio furto!!!
Diciamo basta a queste truffe, siamo stufi di subire ripercussioni dovute ad errori burocratici che “sembrano” a dir poco misteriosi!
Noi non pagheremo alcuna mora, noi non pagheremo un euro in più di quello che dobbiamo (che già è inaccettabile per molti di noi costretti a lavorare o ad incredibili rinunce).
Lotteremo tutti uniti per il rimborso della mora per gli studenti che l’hanno già pagata, è il momento di essere uniti e compatti, di organizzarci per opporci a quest’ ennesimo sopruso.
LE MORE NON SI PAGANO, SI MANGIANO!
ORGANIZZATI POSSIAMO VINCERE !
L’UNICA COSA CHE RISCUOTERANNO SARA’ LA NOSTRA RABBIA!
ASSEMBLEA GIOVEDI 25 MARZO ORE 12 ALLO SCALONE DELLA MINERVA
STUDENTI FEDERICOII www.studentifedericosecondo.org
Categorie: Volantinigiovedi 18 marzo assemblea studentesca!

I nodi vengono al pettine!
I NODI VENGONO AL PETTINE
All’inizio della prima settimana di corsi,abbiamo assistito ad uno scenario apocalittico:
studenti della triennale e della specialistica si ritrovano nella stessa aula stipati come sardine e con programmi d’esame a volte totalmente differenti!!!
le giornate di corsi diventano estenuanti:
spostamenti “dell’ultima ora” dal Centro Storico a Monte sant’Angelo, che gravano sulle energie e sul portafoglio di noi studenti – per non parlare dei fuori sede che escono e ritornano a casa con il buio in fasce orarie allucinanti – per seguire praticamente solo 4 ore di corso!!!
ore di buchi infiniti tra un corso e l’altro che non permettono di riuscire ad organizzarsi le giornate di studio, già segnate dai ritmi dell’università/azienda segui-studia – dai l’esame.
Praticamente un accorpamento dei corsi senza un filo logico
ma è davvero così? Ci sembra davvero una scelta soltanto forsennata? O c’è un progetto alla base?
facciamo un passo indietro….
quello a cui stiamo assistendo, o forse per meglio dire, stiamo subendo, non è altro che l’aspetto pratico della riforma dell’università appena passata ( e che addirittura non ha messo a frutto ancora tutte le sue potenzialità!)
- milioni di euro di tagli alle università, impediscono lo svolgimento della normale attività didattica, sia nelle aule, che nei laboratori – ormai soltanto una speranza per chi studia materie scientifiche –
- il passaggio dell’università verso una gestione aziendale, con l’introduzione dei Consigli di Amministrazione, con al suo interno esponenti del mondo dell’industria,della finanza, che si possono così permettere di gestire finanze e didattica degli atenei. Si taglia quindi ciò che si ritiene “improduttivo” per le logiche del mercato e si riducono all’osso tutte le garanzie di continuità degli studi per gli studenti.
Ad esempio la triennale di biologia marina, udite udite, scomparirà, questo proprio a dimostrazione delle scelte che l’università sta operando!
Allo scorso Consiglio di Facoltà sembrava che questi attuali cambiamenti interessassero tutti i docenti. La realtà ci ha dimostrato il contrario: è stata promessa una settimana – dal 1 al 5 marzo – di Forum, dibattiti e incontri per riuscire a discutere insieme delle problematiche che qui abbiamo solo accennato.
Per quale motivo non si è tenuta? Evidentemente ai docenti, che hanno assicurata la cattedra non interessano davvero queste sciocchezze.
La situazione così compromessa è aggravata dalla scelta dei ricercatori di sospendere le attività didattiche, in segno di protesta con le scellerate riforme del sistema formazione.
Anche per loro, e per noi in un futuro prossimo, viene bloccato l’avvenire. La ricerca di base diventa sempre più esigua e le possibilità di garantirsi un lavoro stabile dopo anni di studio è ormai un miraggio.
Si è poi paventato un ulteriore aggravamento delle nostre condizioni: allo scorso Consiglio infatti è stata proposta l’introduzione del numero “programmato” a Scienze. Ma che vuol dire programmato? Che praticamente solo chi rientra in certi parametri stabiliti dalla facoltà potrà accedervi, praticamente un numero chiuso.
In questo modo si complica sempre più la possibilità di potersi garantire un’istruzione decente, già compromessa dall’inesistenza del diritto allo studio.
Per chi credesse ancora che sono i più bravi ad entrare provi a confrontarsi con chi ogni giorno deve affrontare una spesa non indifferente per potersi permettere di studiare, nella completa assenza di mense, libri e trasporti gratuiti. Non considerando ovviamente chi deve spostarsi addirittura dalla propria città di origine per poter andare a studiare fuori!
A tutto questo non è più possibile rispondere col silenzio!
Decidiamo noi per il nostro futuro!
Mobilitiamoci tutti!
ASSEMBLEA GIOVEDÌ 11 MARZO ALLE 14
AULA LORUSSO
Via Mezzocannone 16, II piano
Studenti S.MM.FF.NN.
Aula Alexis – mezzocannone 16C4occupata – Monte S. Angelo
www.alexisoccupata.org www.c4occupata.org
Categorie: Eventi, VolantiniE’ troppo tardi per stare calmi!

Occupato il rettorato della Federico II
Oggi 5 Ottobre 2009 la facoltà di Scienze Politiche della Federico II è stata chiusa, blindata e militarizzata, impedendovi l’accesso a qualsiasi studente. Tutto ciò per garantire una lezione sul diritto costituzionale a cui doveva partecipare Gianfranco Fini. La facoltà, per l’occorrenza, è stata ripulita di sana pianta, trattamento riservato esclusivamente per queste grandi occasioni; la pulizia della facoltà non ha riguardato solo polveri e acari ma gli altri suoi soliti abitanti, gli studenti.
Attorno alla facoltà è stata allestita una vera e propria zona rossa, impedendo agli studenti, non solo l’accesso alla facoltà, ma anche alle strade limitrofe.
Noi studenti in presidio fuori la centrale abbiamo distribuito volantini e comunicato con striscioni e interventi al megafono per ribadire che mai accetteremo la chiusura delle nostre facoltà, maggior ragione per consentire l’intervento di un fascista in giacca e cravatta, colpevole dell’omicidio di Carlo Giuliani e responsabile della legge razzista Bossi-Fini. Il tentativo di avvicinarsi alla facoltà di Scienze Politiche è stato impedito da uno schieramento di polizia in assetto antisommossa. Successivamente siamo saliti al rettorato della Federico II che tutt’ora stiamo occupando. Il Rettore Guido Trombetti, che tanto si proclama aperto e disponibile alle esigenze degli studenti, ha scelto di presidiare e fare gli onori alla lezione del fascista invece di confrontarsi e di dare spiegazioni ai suoi studenti.
FUORI I FASCISTI DALLE UNIVERSITA’
NO ALLE UNIVERSITA’ BLINDATE
Le aule occupate non si toccano!

In seguito alle elezioni studentesche…Non votare lotta!
Al Presidente del Consiglio di Corso di Studi
Al Presidente del Consiglio di Facoltà
Al Magnifico Rettore dell’Università Federico II
Nell’ambito del movimento studentesco napoletano e nazionale contro la legge 133, culmine di attacchi che da quindici anni stanno trasformando l’università pubblica all’insegna del profitto privato, da oltre tre mesi noi studenti abbiamo avviato un processo di analisi e critica dell’attuale sistema di rappresentanza studentesca, che di fatto si è svuotato del suo significato, dando spazio ad interessi economici e personali.
Le attuali rappresentanze si sono dimostrate, soprattutto in questi mesi di protesta, uno strumento inutile, non rappresentativo delle istanze studentesche; gli studenti infatti si sono riuniti in assemblee auto-organizzate che rifiutano il concetto della delega, delegittimando così il sistema stesso delle rappresentanze.
Noi studenti siamo la principale costituente dell’università ed i primi a vivere sulla nostra pelle i problemi e le difficoltà, ma il peso che abbiamo nei momenti decisionali è di fatto nullo poiché all’interno dei consigli vi è una sproporzione enorme a vantaggio del corpo docenti che impedisce qualsiasi reale possibilità di incidere politicamente sulle scelte che li riguardano.
Questo sistema di rappresentanza, oltre a non consentire a noi studenti di agire sul sistema universitario, è teatro da anni di speculazioni e scorrettezze. Le campagne elettorali studentesche mostrano pienamente tale carenza di contenuti e povertà di proposte: si riducono troppo spesso al tappezzare in modo selvaggio gli spazi comuni delle università con volantini e manifesti, il cui contenuto è ben lontano dal presentare programmi elettorali – che dovrebbero invece essere le reali discriminanti nella scelta di un candidato – ma si limita ai nomi degli aspiranti rappresentanti e nel migliore dei casi a slogan facili e vuoti.
I candidati alla rappresentanza raccolgono voti regalando gadget o inviti a serate in discoteca e toccano il fondo nei giorni delle elezioni, in cui si abbassano a qualsiasi stratagemma: negli anni abbiamo persino assistito alla vista di procaci ragazze – hostess pagate da partiti o associazioni studentesche – che affabilmente invitavano gli studenti di passaggio ad andare a votare.
La risposta degli studenti a questo sistema è stata l’affluenza alle urne. Nel 2007 la percentuale dei votanti era in media solo del 18%, dato da considerarsi inaccettabile per qualunque realtà democratica.
Chiunque può constatare che la presenza massiccia dei candidati durante la campagna elettorale si dissolve nei due anni di carica. Non è previsto istituzionalmente nessun incontro tra studenti e rappresentanti, e da sempre questi ultimi non hanno avuto la volontà di creare dei momenti assembleari. Di conseguenza, data l’assenza di comunicazione tra studenti e rappresentanti, ciò che viene portato al CCL e al CF non è altro che un’opinione personale del rappresentante, nei rari casi in cui si presentano ai consigli.
Perché tanto interesse da parte dei candidati, nel conquistare la carica di rappresentanti-fantoccio, ed appena non eletti latitano fino alle elezioni successive?
Ciò che non è alla luce del sole sono i reali motivi per cui si presentano candidati e liste: nella maggior parte dei casi esistono associazioni studentesche che vengono sovvenzionate con migliaia di euro per attività culturali, che di culturale spesso hanno ben poco. Tali associazioni sostengono direttamente o indirettamente liste e candidati che, quando non aspirano alle “poltrone” come trampolino di lancio per future carriere politiche, mirano alla spartizione delle sovvenzioni o a piccoli privilegi, quali ad esempio il pass auto per il parcheggio.
Date queste premesse in vista delle scorse elezioni studentesche, noi studenti ne avevamo chiesto la sospensione, per avviare un processo di modifica radicale dell’attuale sistema partecipativo degli studenti agli organi decisionali.
Sono state raccolte, consegnate e protocollate al Rettorato migliaia di firme di studenti che chiedevano la sospensione delle elezioni. Il Rettore si è mostrato del tutto sordo alle nostre denunce e le nostre richieste non sono state prese in considerazione, pertanto gli studenti di tutto l’Ateneo hanno risposto con l’occupazione della sede della Federico II di via Mezzocannone 16.
Con l’avvicinarsi delle elezioni, tutte le facoltà venivano blindate dalla Polizia e sorvegliate costantemente dalla DIGOS per impedire qualsiasi manifestazione di dissenso. Le premesse non erano degne di una qualunque realtà civile e democratica, e per alcuni aspetti incostituzionali: in alcuni casi gli studenti avevano la possibilità di votare una sola lista, mentre in alcune facoltà erano candidate liste dichiaratamente fasciste.
La militarizzazione dell’università, oltre a non esser stata garante di democrazia e di rispetto delle regole, ha di fatto lasciato che si perpetuassero indisturbate gravissime irregolarità quali il ripristino di seggi in corso di votazione dopo la distruzione di urne, furto di schede, rimozione dei sigilli di garanzia, ricostituzione da parte degli stessi candidati di seggi invalidati la notte precedente, compravendita indiretta di voi e la prosecuzione della campagna elettorale nei seggi stessi, arrivando finanche ad accompagnare gli studenti alle sedi di voto. Addirittura le votazioni di uno stesso consiglio sono avvenute in momenti diversi, a distanza di più di un mese. Alla luce di questi eventi le elezioni già politicamente illegittime, si sono dimostrate tali anche sotto il profilo legale.
Alcune di queste gravi irregolarità, che si volevano far passare nell’ombra, sono venute alla luce e hanno portato all’indizione di elezioni suppletive nel mese di Gennaio. Il fallimento di queste elezioni è stato eclatante, l’affluenza media alle urne è calata dal 18% al 14%, mentre se si tiene conto delle schede nulle e bianche il calo è al 12%.
Particolarmente scandalosi sono i casi in cui le percentuali totali dei votanti nelle facoltà sono state dell’1% (Architettura), e quelli in cui i candidati sono stati eletti con un singolo voto (nei CCL di Informatica, di Ingegneria Informatica, di Biotecnologie per la Salute e nel CF di Biotecnologie). Ma l’episodio peggiore è avvenuto nei consigli in cui alcuni candidati sono stati eletti con zero voti, come per i CCL di Architettura, di Ingegneria delle Telecomunicazioni, di Lingue Culture e Letteratura Moderne Europee e di Scienze Biologiche.
In questo contesto va ripensata la presenza degli studenti negli organi decisionali, in direzione di un reale allargamento della partecipazione e dell’aumento del peso politico degli studenti alla vita dell’Ateneo.
Siamo dunque pronti a contestare ed intervenire ad ogni futura riunione dei consigli degli organi universitari, non riconoscendo alcuna legittimità alla farsa elettorale appena compiuta, né al suo sistema, che si prefigge di tenerci lontano dalla partecipazione decisionale.
Non è quindi ammissibile accettare ulteriormente questo stato di cose, noi studenti non delegheremo a nessuno le nostre lotte, non permetteremo a nessuno di rappresentare le nostre idee. D’ora in poi ci riuniremo in assemblee per partecipare ai Consigli di Laurea e Facoltà e portare le nostre istanze, senza limitarci a prendere parola necessariamente sugli ordini del giorno indetti dagli organi ufficiali, ma portando tutte le rimostranze che riteniamo valide.
Questo, al momento, è l’unico modo per far sentire in prima persona lo nostra voce, partecipare attivamente alla vita e alle decisioni dell’università.
Inoltre pretendiamo che le date dei consigli e i relativi Ordine Del Giorno siano resi pubblici attraverso i canali informativi dell’Ateneo, comunicazioni che al momento riguardano solo i rappresentanti in carica, e permettendo quindi a chiunque di potervi partecipare.
Categorie: Volantini
